Caso de Cataldo: Richiesta di rettifica a Giornalettismo e Chiara Lalli

Riguardo all’articolo pubblicato sul vostro giornale online da Chiara Lalli Vorrei sottolineare che mi viene rivolta una accusa molto grave e totalmente infondata.

Nell’articolo si lascia intendere che io avrei scritto un “commento” nel quale accusavo Massimo Di Cataldo di aver commesso delle violenze nei confronti della moglie-compagna, e avere di conseguenza fomentato un linciaggio mediatico contro il cantante.
Ciò non è affatto vero in quanto io ho inizialmente solo postato la notizia così com’è apparsa nei principali giornali senza minimamente commentarla.
Così come successivamente ho riportato anche le smentite di Di Cataldo e la notizia che la donna non ha intenzione di sporgere denuncia. Tutte le notizie che ho riportato erano prive di commento personale ma la semplice visione dei fatti dei diretti interessati.
L’unico mio commento è stato che qualsiasi fosse la verità, si tratta comunque di un caso “patologico e clinico” e un retweet di un commento che affermava che il social media non è luogo adatto per denunce o processi..
Chiedo quindi,  che come prevede la La legge n. 47 del 1948 (art. 8) Legge sulla stampa,  venga  rettificato l’articolo che in pratica mi accusa e lascia intedere, che io abbia espresso un giudizio di colpevolezza e aizzato gli utenti ad emettere una sentenza sommaria.
Trovo molto grave l’accusa che mi viene rivolta senza tra l’altro alcun fondamento di verità; cosa dimostrabile dalla timeline dei miei post.
Chiedo quindi che venga immediatamente pubblicata una rettifica che evidenzi molto chiaramente la mia totale imparzialità nel riportare sia la notizia che le successive smentite.

 

Nonostante io abbia chiesto più volte alla Lalli di introdurre il mio vero commento e di rettificare , ella non mi ha risposto omettendo la mia versione.

La legge n. 47 del 1948 (art. 8) Legge sulla stampa dispone che:

“Il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale.”

 

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