BERNERI E CAMUS (di Matteo De Cesare)

 

29 maggio 2013 alle ore 17.19

Figura di intellettuale atipico e militante anarchico, Camillo Berneri  fu assassinato in Spagna nel corso dell’epurazione voluta da Stalin. Le sue opere sono ora raccolte e commentate in un unico volume: Stefano d’Errico,  Anarchismo e politica,  Milano 2007, Mimesis  editore.

Professore di filosofia, militante antifascista ed esponente di alto livello del movimento libertario, l’intellettuale lodigiano ha espresso tante riserve critiche nei confronti del marxismo e delle ipotesi politiche che sacrificano gli ideali della libertà alle ragioni della giustizia sociale.

Con Albert Camus, Camillo Berneri vede nell’ esperienza spagnola un fenomeno epocale. La guerra civile del 1936 ha significato ancora una volta l’ affermazione della politica della potenza e delle armi. Ha soffocato lo spirito della libertà e ha rivelato il vero volto dell’ideologia tedesca come si era storicamente realizzata nell’ Europa dell’ Est. Denuncia la svolta illiberale del movimento operaio, egemonizzato dalla politica moscovita. La critica dell’ ”operaiolatria”, del mito dell’ industrialismo, della delega senza condizioni e della sudditanza del sindacato e delle istituzioni della società civile al partito coincidono in larga misura con le considerazioni critiche di Camus sul processo di involuzione della rivoluzione di ottobre nella sua deriva nichilistica. Entrambi sostengono l’ esigenza di stemperare le forme di collettivismo che individuano nella dittatura di classe il volano dell’ emancipazione umana. A loro avviso, dalla dittatura del proletariato a quella del partito il passo è breve.

Il linguaggio chiaro ed incisivo di Berneri e la sua denuncia delle ambiguità dell’atteggiamento di Mosca durante la guerra civile spagnola convincono gli avversari politici a liberarsi della sua presenza. Fu assassinato a Barcellona nel 1937 dai sicari di Stalin. In questa vicenda è stato determinante il contributo di Togliatti, Longo e Vidali. Con lui scompare quella verità, direbbe Camus, che tenta di mettere in discussione le ragioni del realismo politico a favore di quanto c’è di più nobile nell’uomo

(da Matteo De Cesare, L’invincibile estate, Albert Camus. Salerno 2013)

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Un pensiero su “BERNERI E CAMUS (di Matteo De Cesare)

  1. se sei quel matteo de cesare che nell 88 ha vissuto con me in via ranzoni a milano, ti dico ciao mi complimento x la ricerca e ti chiedo se hai ricevuto i miei tanti sms

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