Intervista col Kurdistan Anarchists Forum (KAF) sulla situazione in Iraq/Kurdistan

L’esperienza accumulata da molti di noi ha dimostrato o almeno messo in evidenza che è molto, molto difficile che le idee ed i percorsi libertari/anarchici possano crescere e svilupparsi all’interno di una organizzazione gerarchica. Non solo, è altrettanto impossibile per queste idee e per questi percorsi trovare spazio e continuare a restare all’interno di un’organizzazione ideologicamente nazionalista. Dobbiamo sempre separare o distinguere tra i movimenti sociali e i movimenti politici di sinistra di qualunque forma poiché questi ultimi risultano essere sempre autoritari e corrotti. Nella realtà possiamo vedere come costoro cerchino sempre di addomesticare e controllare le lotte ed il movimento delle mnasse popolari per usarli a loro vantaggio e per i loro scopi. [English]

Intervista col Kurdistan Anarchists Forum (KAF) sulla situazione in Iraq/Kurdistan

Questa intervista è stata fatta da http://www.alasbarricadas.org lo scorso 3 settembre 2014

ALB: Come state?

Stiamo bene ma molti di noi sono molto preoccupati sulla situazione generale in Iraq e sulla parte curda dell’Iraq in particolare. Siamo molto attivi sui social networks inviando testi, commenti e contributi al dibattito sulla crisi attuale che tocca diverse persone e diversi gruppi.

Temete che l’attacco dell’ISIS farà soccombere i Peshmerga?

In realtà, l’attacco dell’ISIS non è diretto solo contro le forze o l’esercito (note come Peshmerga) del Governo Regionale del Kurdistan (KRG), ma è contro tutti. E’ noto che l’ISIS è la forza terroristica più tetra e più crudele che ci sia. Loro non fanno distinzioni tra persone armate e gente comune. Dovunque l’ISIS è entrato, ha reso dura la vita degli abitanti con controlli ed obblighi ad adottare la Sharia. Sapete certamente quello che è già successo agli Yazidi, che sono un popolo pacifico che non ha mai combattuto contro nessuno. L’ISIS non è stato meno brutale con i Cristiani e con gli Sciiti, poiché pensano che tutti questi popoli sono demoni malefici.

Siamo molto più preoccupati ora della guerra che il popolo iracheno ed il popolo curdo si ritrovano ad affrontare, che non di una sconfitta dei Peshmarga per mano dell’ISIS. Le forze del KRG (i Peshmerga) sono le forze corrotte degli attuali partiti politici al potere, in particolare il Partito Democratico del Kurdistan (PDK), il cui leader è Mas’ud Barzani che è anche il presidente del Kurdistan iracheno, e la Unione Patriottica del Kurdistan (YNK), ancora legata a Jalal Talabani, l’ex-presidente dell’Iraq. Ci sono anche altre forze di organizzazioni islamiche e di altri più piccoli partiti politici. Comunque, sappiamo che queste forze (i Peshmerga) sono uno strumento nelle mani dei partiti politici e del Governo Regionale del Kurdistan (KRG), ma noi non abbiamo niente in comune con costoro e li abbiamo sempre considerati come forze repressive. Eppure, mentre in questo momento l’Iraq ed Kurdistan devono far fronte alle forze più tetre che abbiano mai dovuto affrontare nella loro storica, noi dovremmo essere forse preoccupati per una sconfitta dei Peshmerga?

Perché c’è una cosa che occorre sappiate. I Peshmerga all’inizio non sono stati affatto sconfitti: in realtà si sono ritirati senza sparare un solo colpo. Se non fosse stato per le Unità di Difesa Popolare (PDU) e le Unità Femminili di Difesa (WDU) (entrambe forze curde siriane) e in seguito per il PKK, l’ISIS avrebbe potuto facilmente invadere la capitale del Kurdistan, Irbil. E se avessero preso Irbil, poi tutte le altre città curde sarebbero cadute nelle loro mani senza poter resistere.

State agendo come forza di auto-difesa contro l’ISIS?

Come abbiamo già detto, il KAF è solo un forum virtuale e non un’organizzazione concreta, nel senso che non abbiamo militanti organizzati. La maggior parte di noi che scrive sul nostro forum (Seko) vive all’estero; noi perciò non possiamo fare nulla di concreto per l’auto-difesa del Kurdistan iracheno. Se intendete le persone nel Kurdistan iracheno che sono d’accordo con le nostre idee o sono vicini al KAF, naturalmente loro cercano di organizzarsi per controbattere. Però, siccome non c’è un movimento anarchico nel Kurdistan iracheno, bisogna dire con dispiacere che qui non ci sono gruppi o movimenti di autodifesa come li possiamo trovare in Turchia e nel Kurdistan siriano (Rojava). Noi riteniamo che l’unica forza o l’unico potere in grado di battere l’ISIS sia l’auto-difesa popolare di massa. Purtroppo, però questa forza al momento non esiste.

Cosa dite sui bombardamenti USA?

Prima che gli USA decidessero di colpire le basi dell’ISIS, c’erano state delle voci e delle notizie sul fatto che l’ISIS fosse stato creato dagli USA, dal Regno Unito e da Israele. La fonte più affidabile su questo è Edward Snowden. Ora quando Regno Unito ed USA decidono di attaccare l’ISIS e vendono armi al KRG, lo fanno per smentire le informazioni ampiamente diffuse da Edward Snowden.

Noi siamo contro un intervento degli USA e dei paesi occidentali ed anche contro la vendita di armi al KRG. Sappiamo che si tratta di un grande business per loro, che può fruttare una montagna di profitti. Noi non vogliamo che il Kurdistan diventi un campo di battaglia di tutti i gruppi Jihadisti del mondo contro gli USA, contro i paesi occidentali e contro i Curdi, ove morirebbero persone innocenti e molte località verrebbero distrutte. Inoltre, lo stato di guerra crea ancora più odio tra i Curdi egli Arabi, tra i Curdi ed i Sunniti. E nel frattempo vengono fuori molti gruppi fascisti e razzisti.

Nelle guerre i soli vincitori sono le grandi compagnie che vendono armi ed equipaggiamenti militari, mentre i vinti sono sempre i poveracci.

Collaborate con PYD/PKK/PÇDK?

No. Perché rifiutiamo qualsiasi appoggio o cooperazione con qualsiasi organizzazione o gruppo politico che sia gerarchico ed autoritario. Stiamo per conto nostro e siamo interessati solo ad ogni forma di resistenza popolare di massa e dei movimenti sociali ovunque siano nel mondo, pronti a sostenerli per quello che possiamo.

In Iraq ora c’è un gruppo di auto-difesa che si chiama Sinjar Protection Units (YPS). Pare che si tratti di una creatura delle YPG. Anche il PÇDK sta costituendo la sua milizia. Immaginiamo che alcuni peshmerga di base possano ora guardare con simpatia alle milizie di auto-difesa. Pensate sia possibile che nei prossimi mesi possa nascere un cantone curdo autonomo in Iraq, simile a quelli nella Rojava? (autonomo, intendiamo, rispetto al KRG, agli USA ed a chiunque altro)

Purtroppo non pensiamo che una cosa simile possa accadere facilmente e rapidamente.

Per prima cosa, la natura del sistema parlamentare ed il ruolo del centralismo in Iraq come ovunque non lo permetterebbe. Poi ci sono i 13 anni di sanzioni da parte dei paesi occidentali e degli USA contro l’Iraq, compreso il Kurdistan, unitamente all’invasione ed all’occupazione ed all’imposizione di una politica di libero mercato e di globalizzazione nel paese, che lo hanno costretto a dipendere dalle condizioni imposte dalle grandi potenze europee e dalle istituzioni finanziarie (FMI, BM, BCE). In terzo luogo, ci sono anche ragioni internazionali. Il Kurdistan Regional Government, (KRG) ha dominato ogni aspetto della vita del popolo nel Kurdistan per 22 anni. Sono riusciti a cambiare la mentalità delle persone, portandole a diventare corrotte e materialiste, a perdere la fiducia in se stesse e l’indipendenza, a diventare dipendenti da loro sul piano mentale e finanziario. Il KRG ha creato un tale clima sociale nel Kurdistan che la maggior parte della gente pensa solo a come arricchirsi ed a come competere gli uni contro gli altri nell’accumulare ricchezze e nell’accaparrarsi posizioni di potere. In un paese molto ricco come il Kurdistan, le persone dipendono solo dalle importazioni perché non c’è un’economia indipendente dal momento che le politiche dei partiti al potere hanno distrutto l’indipendenza economica del Kurdistan.

Riteniamo che dietro a ciò che è successo nel Kurdistan siriano in termini di costituzione di unità militari e di auto-governo nei tre cantoni, ci siano il PKK ed il PYD e che pure la DSA (auto-amministrazione democratica) sia sotto la loro influenza. IL che significa che se dovesse accadere qualcosa di simile nel Sinjar, né il KRG né il governo centrale iracheno, per non parlare di altri paesi nella regione e degli USA, permetterebbero al PKK ed al PYD di restare nel Sinjar per molto a sostenere il popolo che annuncia il proprio auto-governo.

Riconosciamo che la costituzione delle unità di difesa popolare come esercito popolare e anche la auto-amministrazione democratica (DSA) fondata su cooperative popolari, sulle comuni e su un federalismo emergente, necessitano di un processo di lotta di massa molto lungo per coinvolgere le persone in tutti gli aspetti sociali ed economiche, che diventa qualcosa di molto urgente e necessario. Su queste basi si possono costituire vere unità di difesa popolare ed una auto-amministrazione democratica, altrimenti sarebbero solo milizie come qualsiasi altra milizia nel mondo e la DSA sarebbe un vero governo dittatoriale.

E’ un fatto che c’è stata una grossa cospirazione che ha a che fare col ritiro delle forze del KRG (i Peshmerga) e che questo ha creato un gap e dato una opportunità alla resistenza di massa perché emergesse e si costituisse in unità di Protezione tra gli stessi Yazidi, che sono stati vittime di genocidio e di sgombero forzato. Ma c’è un altro punto importante che occorre conoscere e cioè che anche tra gli Yazidi ci sono delle elites, specialmente nella regione di Prince e tra i ricchi e potenti che sono sempre a sostegno delle politiche del KRG, riuscendo ad avere un impatto su molte persone della comunità Yazidi grazie alla loro influenza religiosa. IL che può rivelarsi una grossa minaccia e spaccare la comunità Yazidi.

In breve, né l’auto-coscienza del popolo né gli aspetti economici e sociali nel KRG hanno caratteristiche tali -almeno al presente – da permettere che in Sinjar possa accadere quello che vediamo nel Kurdistan siriano. Inoltre, dovesse succedere, c’è la possibilità sia per il KRG che per il governo centrale iracheno di unirsi contro la resistenza popolare in Sinjar usando qualsiasi mezzo per reprimerli ed opprimerli. Riteniamo inoltre che le potenze regionali, quelle occidentali e gli USA che per almeno due decenni hanno investito politicamente ed economicamente nel Kurdistan iracheno facendo grandi profitti, non resterebbero lì a guardare. Stanno già intervenendo usando la loro rete di spie, di supporto logistico, ma anche rifornendo il KRG ed il governo centrale iracheno di tutto quello che serve a proteggere i loro interessi. Occorre ricordare che anche la Turchia e l’Iran stanno cercando di continuo di eliminare le forze del PKK e stanno ricorrendo ad ogni pretesto per varcare il confine curdo con le loro forze militari e bombardare la regione uccidendo molte persone innocenti.

Inoltre, dobbiamo ammettere che non c’è affatto un movimento sociale anarchico qui nel Kurdistan iracheno. Ma solo l’idea ed il pensiero dell’anarchismo.

Infatti, i partiti comunisti e di sinistra stanno cercando di istituire le loro Unità col nome di “guardie del popolo” o “Unità di resistenza popolare”, ma non sono in grado di riuscirci; anche se ci riuscissero in futuro, non sarebbero altro che unità gerarchiche o al più milizie tipo quelle tante che si vedono nel Kurdistan. La loro reale intenzione è trarne vantaggio e, come qualsiasi gruppo politico o unità militare, cercare di farsi pagare dal governo borghese.

Alcune donne curde del PKK sono state a Barcellona nel mese di agosto. Una di loro si è dichiarata anarchica. Veniva dalla Germania e voleva saperne di più della storia dell’anarchismo in Spagna. Ci sono anarchici nelle file del PKK? Avete contatti con loro? Ritenete sia possibile una corrente di sinistra libertaria all’interno di un movimento gerarchico?

Sì. Nel PKK e nel PYD ci sono uomini e donne con idee e posizioni anarchiche. Alcun* di loro hanno raggiunto tale convinzione attraverso la propria lotta ed esperienza; altr* sono diventat* anarchici e libertarie sotto l’influenza di Abdullah Öcalan. Hanno capito che l’anarchismo è la risposta più radicale al sistema capitalista. Riteniamo che coloro i quali hanno fatto propria l’idea anarchica sotto l’influenza di Öcalan possano non essere così convinti come coloro che hanno fatto propria la stessa idea tramite la lotta e l’esperienza. Ovviamente la ragione sta nel fatto che se Öcalan, che è ancora a capo di una organizzazione gerarchica come il PKK mantenendo ogni potere, dovesse per qualsiasi ragione ordinare ai militanti del PKK o del PYD di cambiare linea, stiamo pur sicuri che essi sarebbero felici di farlo. Se questo accade, c’è una possibilità per questo gruppo di poter cambiare i suoi principi e la sua linea. Del tutto diverse, invece, sono le donne guerrigliere che sono diventate anarchiche tramite la loro esperienza in quanto componenti di gruppi e di comitati nei villaggio e nelle città; secondo noi loro sono molto più ferme e più convinte. Abbiamo letto alcune interviste da loro rilasciate e visto alcuni film che mostrano come vivano insieme e come gestiscono insieme la loro vita quotidiana ed il lavoro, vivendo come in una comune. Tutto ciò ci dà speranza anche se, non vivendo con loro, non sapremmo dire se è tutto vero. Dobbiamo dire che tra le loro organizzazioni sorelle nel Kurdistan iraniano ed in quello iracheno non vediamo purtroppo gli stessi positivi cambiamenti e la nuova linea. Qui siamo ancora fermi alle posizioni che il PKK aveva agli inizi degli anni ’90; sono ancora nazionalisti e la maggior parte dei loro dirigenti sono autoritari. Immaginiamo che non abbiano accolto le attuali idee e il nuovo corso del pensiero di Öcalan, come le cooperative economiche, le comuni nelle città e nei villaggi, l’auto-governo popolare, la democrazia diretta, il sistema del federalismo e della libera confederazione. Riteniamo che i partiti politici nel Kurdistan iraniano ed iracheno siano molto in contraddizione con l’attuale linea politica del PKK e del PYD: continuano ad insistere ancora sui cambiamenti politici invece che sui cambiamenti sociali, sono ancora in competizione con gli altri partiti borghesi nell’accumulazione di denaro, di potere e di cariche.

L’esperienza accumulata da molti di noi ha dimostrato o almeno messo in evidenza che è molto, molto difficile che le idee ed i percorsi libertari/anarchici possano crescere e svilupparsi all’interno di una organizzazione gerarchica. Non solo, è altrettanto impossibile per queste idee e per questi percorsi trovare spazio e continuare a restare all’interno di un’organizzazione ideologicamente nazionalista. Dobbiamo sempre separare o distinguere tra i movimenti sociali e i movimenti politici di sinistra di qualunque forma poiché questi ultimi risultano essere sempre autoritari e corrotti. Nella realtà possiamo vedere come costoro cerchino sempre di addomesticare e controllare le lotte ed il movimento delle masse popolari per usarli a loro vantaggio e per i loro scopi. Siamo testimoni dei tentativi che sono stati fatti dalla sinistra nel corso della rivolta del 1991 e di recente nel Kurdistan iracheno per cercare di far cambiare direzione ai movimenti di massa, ingannandoli, deludendoli, compromettendosi con lo Stato e cercando di far leva sull’ingenuità delle persone per indurle a credere nei partiti politici, nel centralismo, nello “Stato operaio”, nello “stato comunista” e nello “stato socialista”. Questa è la propaganda che hanno prodotto finora.

Purtroppo, non siamo stati in grado di stabilire un collegamento diretto con gli anarchici nel PKK e nel PYD. Abbiamo cercato di farlo, ma invano. Ma non perdiamo le speranze.

L’ultima domanda: cosa ne pensate del Confederalismo Democratico? E’ vero che il PKK sarebbe favorevole o si tratta di propaganda dei paesi occidentali? (se passasse, ad esempio, che somiglia agli zapatisti, potrebbe essere visto come “figo” negli ambienti di sinistra)

Veramente, è difficile rispondere, primo perché il PKK controlla una regione che è del tutto differente da quella controllata dagli Zapatisti nel loro paese e, secondo, perché il PKK è una forza gerarchica in quanto partito ed in quanto forza militare. Non siamo certi dei dettagli della loro vita quotidiana e delle loro azioni poiché non abbiamo prove o riscontri sulla loro verità o falsità. La sola cosa di cui possiamo parlare è la Auto-amministrazione Democratica (DSA) nel Kurdistan siriano e la Tev-Dem, che uno dei nostri compagni ha visitato un paio di settimane fa. E’ evidente che non c’è paragone tra lì ed il KRG qui nel Kurdistan iracheno. Attualmente lì vi è una condivisione del potere tra i partiti politici all’interno della DSA, per cui vi è un buon equilibrio. Il PYD in quanto partito maggiore ha tratto vantaggio dall’essere in una posizione più forte, da un lato perché il KRG non può usare il suo partito per procura (Alparty) per controllare la DSA; dall’altro perché le organizzazioni islamiste non possono avere nessuna influenza nel Kurdistan siriano. Tuttavia, anche se il PYD è il principale partito e nelle prossime elezioni per la DSA otterrà senza dubbio la maggioranza, non sappiamo se controllerà la DSA o semplicemente userà un altro metodo per bilanciare la condivisione del potere. Questo ci preoccupa ovviamente ma non possiamo fare altro che attendere e vedere. Quello che possiamo dire è che il PYD è anche un partito gerarchico con persone autoritarie al suo interno, ed a causa di ciò ci potrebbero essere dei cambiamenti. Certamente non possiamo paragonare la DSA al KRG, dato che il KRG è un eccellente difensore del libero mercato capitalista. Gli esperimenti della DSA e della Tev-Dem sono molto interessanti ed hanno suscitato grande speranze mutando in meglio la posizione delle donne all’interno delle società religiose e patriarcali del Medio Oriente. Hanno creato un sentimento di liberazione e la tendenza all’auto-liberazione tra le donne, che hanno conquistato dignità, personalità, fiducia in se stesse e libertà. Tutto ciò non si ottiene con la forza o con un partito. Questo ha creato le condizioni ottimali per il movimento anarchico specialmente nel momento in cui le donne hanno assunto già un ruolo di protagoniste nelle comuni e negli altri gruppi locali e comitati. Possono stare spalla a spalla con gli uomini, guidandoli nel futuro verso la rivoluzione sociale. Nel frattempo speriamo che questa sperimentazione sia di buon esempio per le donne del Kurdistan iracheno – che sono oggi sotto la forte influenza del libero mercato capitalista, della cultura del consumo e dei partiti politici compresi quelli religiosi – affinché possano staccarsi da questa condizione ed impegnarsi in una rivoluzione sociale.

Le donne del Kurdistan siriano non solo hanno un grande ruolo nei campi e nelle aree che abbiamo menzionato: infatti con la costituzione delle Unità Femminili di Difesa (WDU), la posizione delle donne nella società mediorientale, quali fragili creature dedite ai doveri della casa, è del tutto cambiata. Loro hanno sollevato la questione che le donne non possono essere dominate dagli uomini, dai clan e dalla religione. Esse possono cambiare la società e la prova è che qualsiasi movimento sociale che non include le donne non va da nessuna parte. Le donne hanno ribadito che il desiderio di liberare se stesse dalla schiavitù o dall’essere considerate cittadine di seconda classe in una società patriarcale nasce solo dai loro sforzi e dalle loro lotte. Tempo fa non c’era nessuna forza che potesse liberare uno schiavo a meno che lo schiavo non avesse l’auto-coscienza di liberarsi con una forte richiesta ed un forte desiderio.

Infine, vi ringraziamo ed apprezziamo le vostre preoccupazioni per gli anarchici in tutto il mondo. In questa intervista ci avete dato l’opportunità di poter parlare brevemente della situazione sociale in Iraq, nel Kurdistan e nel Medio Oriente. Si apre così una piccola finestra per quegli anarchici che vogliono saperne di più. Pensiamo che non molti anarchici al mondo siano a conoscenza di quanto sta accadendo in questa parte del mondo. Il che può incoraggiarli a fare di più per saperne di più sul Medio Oriente e sul movimento anarchico qui. Abbiamo notato che la visione eurocentrica dei compagni anarchici europei in generale è stata una delle patologie del movimento anarchico a partire dalla 2GM, dando l’impressione che molti dei compagni anarchici in Europa, negli USA ed in America Latina non abbiano molto interesse verso lo stesso movimento anarchico di altre parti del mondo.

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali.

http://www.anarchistan.tk
http://www.facebook.com/Kurdistan.anarchists.Forum
http://www.twitter.com/anarkistan
anarkistan at activist dot com
Related Link: http://www.alasbarricadas.org
________________________________________
A – I n f o s Notiziario Fatto Dagli Anarchici
Per, gli, sugli anarchici
Send news reports to A-infos-it mailing list
A-infos-it@ainfos.ca
Subscribe/Unsubscribe http://lists.ainfos.ca/mailman/listinfo/a-infos-it
Archive http://ainfos.ca/it

Annunci

2 pensieri su “Intervista col Kurdistan Anarchists Forum (KAF) sulla situazione in Iraq/Kurdistan

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...